La verifica analitica e sistematica circa lo stato dell’arte del settore della “cremazione di salme umane”, ha posto in grande evidenza la inadeguatezza, quando non la totale mancanza, di questo servizio in Italia. Non migliore è la situazione in molti paesi Europei, soprattutto in quelli entrati solo recentemente a far parte della UE. In Italia la situazione di disagio e disservizio si è notevolmente accentuata ed aggravata negli ultimi 15 anni, a causa anche del grande incremento della domanda di cremazione, tutto ciò non disgiunto dall’abbandono, specialmente da parte dei giovani, delle antiche tradizioni, soprattutto quelle a sfondo religioso.
Un capitolo a sé merita, poi, la pratica delle “estumulazioni” che in Italia, soprattutto in Lombardia, sono attivate con tempi sempre più ravvicinati.
Non più i classici 30 anni, poi divenuti 20; ora l’obiettivo di alcune regioni, ed è già tendenza, è di estumulare dopo solo 5 anni. Le salme estumulate, poi, presentano problematiche ancora quasi totalmente irrisolte. Infatti i cadaveri in così breve tempo (avviene sovente persino dopo 30 anni) si presentano intieri e conservati, così come le rispettive casse, principalmente nei loculi ma, sovente, anche nella terra. Ora, è estremamente pericoloso e delicato, ancorché non etico e non igienico, togliere manualmente le salme dalle casse per poi doverle praticamente “macinare” onde poterle tumulare in un ossario, o in piccole cassette da porre in appositi miniloculi, così come da pratica corrente e consolidata.
Si evince, da tutto ciò, che esiste un grandissimo problema legato essenzialmente agli spazi assolutamente inadeguati a disposizione nei cimiteri.
In questa ottica, la cremazione, sia come pratica corrente alla fi ne del rito funerario, sia come trattamento delle bare estumulate, è sicuramente la chiave di volta per la ottimizzazione e soluzione di questo essenziale, sacrale ed ineludibile servizio.
È appena il caso di osservare che la delocalizzazione, la realizzazione ex novo o il semplice ampliamento di un Camposanto, è cosa assai complessa ed il più delle volte impraticabile. I cimiteri, inoltre, sono inglobati nel sistema urbano, con poche o nessuna possibilità di espansione. Si aggiunga poi la sacralità, quasi sempre espressa in forma monumentale, unita al rispetto che si deve al trattamento dei morti - considerato da millenni vero e proprio indice del grado di civiltà - e si avrà un quadro, ancorché parziale, della diffi coltà che deve affrontare un comune nel regolamentare, progettare e predisporre un’area cimiteriale che soddisfi una popolazione così articolata come quella Italiana.
Ma anche la realizzazione di un forno crematorio stabile presenta problematiche assai complesse come:

  • il costo esorbitante - proibitivo per piccoli e medi municipi.
  • la legislazione rigorosa, soprattutto in riferimento all’impatto ambientale, all’innesto architettonico, all’igiene ed alle emissioni in atmosfera dei fumi (capitolo assai delicato trattandosi di materiale umano) e polvere.
  • la problematica localizzazione all’interno dei cimiteri dei forni crematori, totalmente avulsi dal complesso e percepiti come un macabro corpo estraneo, rispetto all’originario progetto
  • la gestione delicata ed ovviamente da affi dare ad operatori preparati e con un certo grado di specializzazione, certamente non da reperire part-time
  • l’assoluta necessità di pulizia e di manutenzione ordinaria e straordinaria, da programmare con grande rigore e precisione sul complesso crematorio onde mantenere in perfetta effi cienza impianti preposti ad un così delicato compito (inimmaginabile la possibilità d’interruzione della cerimonia a causa di un malfunzionamento: nessun intoppo sarebbe giustifi cabile ai parenti della salma).
  • la funzionalità di un forno che è statisticamente, e per sua natura, temporanea, non programmabile né perfettamente prevedibile, perché non prevedibile la mortalità, con tempi anche assai lunghi di costosissima inattività. 

Tutto ciò fa intuire che, fi no ad ora, solo grandi comunità hanno potuto e potranno permettersi forni di cremazione permanenti.
Da tutto questo è scaturita l’idea di progettare e realizzare dei forni crematori semoventi, facilmente trasferibili e da inserire in un vero e proprio nuovo sistema integrato di trattamento “STARDUST MOBILE SYSTEM® che agevola il processo per liberare le spoglie umane rendendole simili alla materia con cui sono fatte le stelle.
La filosofia è che sarà ora il forno a spostarsi da comune a comune (verosimilmente consorziati per questa iniziativa) solo in funzione di reali esigenze e non le salme che, come si fa ormai da anni, vengono spostate nelle rare località cimiteriali provviste di forni. Come si può facilmente intuire, un simile impianto annulla ed azzera tutti gli elementi negativi sopra analizzati come:

  • la possibilità di porre provvisoriamente un impianto mobile autonomo in qualunque cimitero e/o nei parchi adiacenti senza invadere situazioni architettoniche esistenti.
  • la possibilità di tutte le comunità, anche le più piccole e sperdute, di cremare degnamente i propri morti anche estumulati.
  • la realizzazione di un forno con requisiti tecnologici di altissimo livello, con controlli di processo sempre aggiornati e di ultima generazione, assolutamente qualifi cato e rispettoso delle norme ambientali più severe e in grado di essere sempre tenuto ad alto livello di funzionalità.
  • il ricovero e deposito di questi forni itineranti, che avverrà ad ogni rientro dal servizio, come per gli aerei o per qualunque macchina semovente di una certa importanza, così come avviene già per i lussuosi e sempre impeccabili carri funebri, consentirà, nella situazione più agevole, perché realizzata con idonee ed effi cienti attrezzature fi sse, una manutenzione ed un ripristino costanti e perfetti nel tempo.
  • nessun investimento da parte della comunità ma un normale costo di servizio a carico, peraltro, anche dei fruitori del servizio.
  • nessun costo di manutenzione e manodopera a carico del comune, e nessuna incombenza gestionale, pur avendo a disposizione il più moderno ed aggiornato impianto di cremazione
  • la possibilità di impiego a “campagna”, e per i tempi prestabiliti e preparatori, del forno per trattare le estumulazioni, rendendo fi nalmente civile tale operazione, sopravanzando l’odiosa pratica della frantumazione ed evitando, inoltre, ogni pericoloso contatto con le salme. Inoltre la progettazione e la rivisitazione a tutto tondo del comparto cremazioni, che ha visto impegnati diversi tecnici di diversa estrazione e provenienza, e come spesso avviene quando il team è ben coordinato e motivato, ha messo in luce alcuni importanti fattori critici collaterali di questo settore e vi ha posto rimedio trovando soluzioni brillanti e risolutive.

È nato così un sistema integrato di trattamento che prevede, oltre al forno mobile anche:

  • Eliminazione delle casse di legno monouso sostituite da “Cellule” (patent pending), autorefrigerate, sanitizzate e pluriuso.
  • Impiego di speciali e sofi sticati contenitori pieghevoli, ultraleggeri ed ecocompatibili “Liner Bag” (patent pending).
  • Sistema meccanico, estremamente funzionale, per la traslazione della salma dal carro funebre, o dal deposito, all’interno del forno “Translatore Stardust” (patent pending).
  • Urna cineraria “Urna Stardust” adatta a contenere e conservare nei secoli, oltre le ceneri, anche dei marcatori biologici del DNA del caro estinto (patent pending).

Come si evince, abbiamo investito grandi risorse nel progetto STARDUST MOBILE SYSTEM®, con la consapevolezza di aver operato ben al di fuori ed al di sopra di un semplice trovato tecnologico o di un business, ma di operare nell’ambito di un servizio la cui visione allargata coniuga fattori di civiltà e progresso.

 

 

 

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